La violenza tra adolescenti a scuola non è più un fatto isolato. In una scuola si è verificato un episodio drammatico: un accoltellamento tra due ragazzi molto giovani, nel quale uno ha perso la vita. Pochi giorni dopo, davanti a un altro liceo, un altro studente è stato ferito con un’arma da taglio.
La scuola dovrebbe essere un luogo protetto, di istruzione e di crescita. I ragazzi dovrebbero entrarvi con libri, quaderni e penne, non con coltelli.
Eventi come questi, purtroppo sempre più frequenti nelle cronache, mostrano quanto si stia smarrendo il valore della vita, propria e altrui.
Sempre più spesso l’altro viene percepito come una minaccia, un nemico, un ostacolo. Si perde la capacità di riconoscerlo come persona. Diventa allora urgente tornare a educare ai valori fondamentali della convivenza, al rispetto, alla tolleranza della frustrazione e del limite.
Violenza tra adolescenti a scuola: cosa emerge dal punto di vista psicologico
Dal punto di vista psicologico, in situazioni simili emergono frequentemente alcuni elementi:
- Scarsa regolazione emotiva: rabbia, frustrazione e umiliazione non vengono riconosciute né trasformate in parole, ma agite attraverso comportamenti violenti.
- Povertà di strumenti simbolici: quando mancano le parole, il corpo e l’atto diventano il linguaggio.
- Fragilità dell’identità: molti adolescenti vivono un profondo senso di invisibilità o svalutazione; il gesto violento può diventare un modo per “esistere” ed essere visti.
- Normalizzazione della violenza: quando la violenza è costantemente osservata, raccontata e mostrata, rischia di diventare un mezzo “normale” per affrontare i conflitti.
Il rispetto per la vita nasce dall’esperienza di essere rispettati, visti e contenuti.
Ascolto e prevenzione contro la violenza tra adolescenti a scuola
Per questo è fondamentale offrire ai ragazzi ascolto, dialogo e confronto autentico. Sarebbe importante garantire, all’interno delle scuole, spazi continuativi di ascolto individuale e di gruppo, in cui poter parlare di rabbia, vergogna, fallimento e paura senza sentirsi giudicati, ma sostenuti.
Il ruolo degli adulti nella violenza tra adolescenti a scuola
È inoltre necessario:
- Educare alle emozioni, aiutandoli a riconoscerle, tollerarle e gestirle.
- Intervenire precocemente sui segnali di fragilità (isolamento, aggressività verbale, comportamenti a rischio), che non dovrebbero mai essere minimizzati.
- Responsabilizzare, perché la punizione da sola non basta: deve essere accompagnata da percorsi che permettano di comprendere il danno provocato e il significato delle proprie azioni.
- Garantire la presenza di adulti autorevoli, coerenti, capaci di non voltarsi dall’altra parte e di stare nel conflitto senza reagire con violenza o indifferenza.
Ascoltare i ragazzi e accompagnarli nella crescita è una responsabilità collettiva.
Educare alla vita, oggi, significa anche educare alla non violenza.


Psicologa a Milano e Psicoterapeuta a Milano Dott.ssa Valentina Calzi, con specializzazione in Analisi Bioenergetica, conseguita presso S.I.A.B., affiliata all’International Institute for Bioenergetic Analysis (I.I.B.A.) di New York, fondata da Alexander Lowen.