La paura ed i suoi molteplici aspetti, dall’ansia agli attacchi di panico

17 Ago 2021 | Blog

Ogni persona convive nel corso della sua vita con paure dalle forme ed origini diverse, ad esempio la paura dei ladri, della morte, della malattia, il timore di non farcela o di rimanere da soli. Queste paure possono riguardare qualcosa che sta succedendo nel “qui ed ora” o quello che potrebbe accadere in un futuro.

Generalmente questa esperienza emotiva, così pervasiva, viene considerata come una prova da evitare. Inoltre, è luogo comune pensare che più si è liberi dalle paure, più si è forti e in grado di affrontare gli ostacoli e le avversità della vita.

Studi sulle emozioni hanno smentito ciò, mostrando come solo grazie alla paura è possibile affrontare in modo adeguato il pericolo. La paura ci permette di valutare i pericoli e di trovare delle strategie in anticipo per evitarli, circoscriverli e, in alcuni casi, a dominarli.

La paura costituisce il nostro modo di vivere, sentire e rispondere al pericolo; si configura come una specializzata modalità del nostro organismo di rielaborare le informazioni e affrontare la realtà. Provare paura verso un oggetto o un evento significa essere in grado di valutarne la pericolosità e quindi mettere in atto una serie di azioni in grado di limitarne la valenza negativa e distruttiva, e a volte, di trasformarla in modo costruttivo (es. la paura del fuoco salva molti animali dalla morte, così l’uomo è riuscito a trasformare il potere distruttivo del fuoco in un potente mezzo di evoluzione).

La paura è la nostra emozione più antica. L’evoluzione ha predisposto il sistema nervoso umano in modo tale che una forte paura abbia la precedenza su qualsiasi altra cosa nella mente e nel corpo; l’apparato digerente, quello riproduttivo e gli apparati secondari si bloccano immediatamente e il cervello prepara il corpo ad affrontare sia un eventuale lotta, che una possibile fuga. Questa emozione, dotata di una forza straordinaria, è in grado di influire e modificare il nostro equilibrio psicofisico, acuendo le nostre capacità di reazione. Ogni altra attività o desiderio vengono sospesi per affrontare il pericolo.

La paura ha molte facce, una distinzione può essere fatta in funzione del loro diverso grado di intensità e attivazione. Più il pericolo è conosciuto e prevedibile, più di minore intensità sarà l’attivazione emotiva.

Il grado di parentela tra ansia e paura è strettissimo, eppure questi due stati emotivi rispondono a sistemi differenti. Una prima distinzione riguarda la causa, mentre la paura è generalmente provocata da stimoli esterni, reali o meno, l’ansia è determinata da processi cognitivi interni. Entrambe producono la medesima reazione.

L’ansia è anche definita come la risultante della composizione di paura e anticipazione, l’ansia è la paura di provare paura.

Nell’uomo la paura, oltre al suo compito tradizionale di prevedere ed evitare il dolore fisico, nell’uomo ha anche il compito di evitare il dolore mentale. La paura assume molti volti e molte forme, il pericolo può presentarsi all’esterno, così come abitare all’interno della nostra mente, nella nostra capacità di prevederlo, amplificarlo e crearlo.

Non è semplice stabilire dei confini, tuttavia possiamo stabilire un distinzione tra la paura del pericolo, in cui abbiamo a che fare con minacce esterne, concrete e circoscritte, che per quanto possano essere catastrofiche e gravi, non ci impediscono pensare a possibili soluzioni per evitare il pericolo o limitarne gli effetti (esempio un incendio, una scossa di terremoto o un furto), e quelle che vengono definite paure alimentate, cioè sostenute e nutrite dalla paura stessa, che divengono enfatizzazioni di un pericolo (ad esempio la paura di subire un furto si trasforma nella paura di vivere in un mondo di ladri e di criminali, paura degli extraterrestri, della fine del mondo).

Nella vita degli individui ci sono paure ricorrenti e comuni, che proprio per la loro frequenza e diffusione, sono state definite “paure predisposte” e riguardano oggetti di naturale importanza per la sopravvivenza della specie (es. paura del buio, di rimanere da soli, dell’acqua profonda, delle altezze, dei luoghi chiusi o aperti e molto vasti, dei ragni, dei serpenti e degli estranei). Noi non nasciamo con esse, ma con una naturale predisposizione a svilupparle.

Per alcuni studiosi il ruolo dell’esperienza è cruciale e ritengono che non ci sia una predisposizione biologica, ma semplicemente precondizioni ambientali. Altri ricercatori, invece, sostengono che alcune paure hanno radici profonde nel nostro patrimonio evolutivo e costituiscono un retaggio delle paure vitali che i nostri antenati hanno dovuto affrontare per millenni.

Secoli fa per le minacce naturali si ricorreva alla magia, oggi invece vengono spiegate dalla ragione. Tuttavia ai giorni nostri esistono minacce nuove, come la pandemia, i conflitti nucleari, l’alterazione del clima, nuove malattie incurabili, nuove paure sociali. In entrambi ciò che viene minacciato rimane costante, ossia la sopravvivenza.

Una paura comune a tutti gli esseri umani è la paura del dolore, per evitarlo e sfuggire alla sofferenza il sistema della paura si è specializzato nei primati.

L’ansia e la paura sono reazioni sane, utili in situazioni dannose o potenzialmente pericolose. In alcuni casi però si assiste ad una degenerazione del sistema della paura, per cui le reazioni di paura ed ansia diventano così frequenti da paralizzare la vita quotidiana e da ostacolare una vita normale, generando disagio e sofferenza.

Il termine fobia deriva dal greco “phobos”, che significa panico, fuga. È la paura di uno stimolo o di una situazione specifica, sproporzionata ed eccessiva rispetto alla minaccia che rappresenta (ad esempio il claustrofobico non riesce a compiere un’azione usuale, come prendere un ascensore).

La paura per l’oggetto fobico non è controllabile razionalmente, così come risultano vani gli appelli all’autocontrollo, e la reazione fisiologica di paura allo stimolo fobico è immediata ed automatica. L’esposizione alla situazione o all’oggetto fobico suscita uno stato di ansia tale, che la persona è disposta a fare di tutto per evitarlo. Generalmente il fobico prevede in modo accurato tutte le situazioni che lo possono mettere in ansia e le evita, così che la sua vita può subire forti limitazioni.

Gli attacchi di panico sono episodi acuti e drammatici di ansia. A differenza della fobia, un attacco di panico non è ricollegabile ad uno stimolo preciso.

Diversamente dai disturbi citati sopra, il disturbo post traumatico da stress si sviluppa come una reazione ad uno o più traumi che la persona vive senza riuscire a dare loro un significato e spesso senza averne un ricordo esplicito. Il trauma rimane tale se non si rimargina, ovvero se la persona non lo elabora attribuendogli un significato coerente. Stimoli interni o esterni collegati al trauma possono farlo rivivere, generando un forte stato di ansia.

L’ansia generalizzata è uno stato d’ansia duraturo e persistente, diffuso, prolungato e normalmente immotivato da cui l’individuo sente di dover fuggire.

È importante contattare uno psicoterapeuta che aiuti la persona a prendere consapevolezza del problema, capire deve nasce e risolvere il disturbo d’ansia e le paure della persona.

Potete contattarmi per fissare un primo colloquio, ogni seduta prevede una parte verbale e una di esercizi che permettono alla persona di contattare sé stessa, i propri timori e ansie nel profondo. Tutto questo ti aiuterà velocemente ad avere una maggiore consapevolezza delle tue difficoltà e a risolverle. Già dalla prima seduta sentirai benefici.

Per fissare un appuntamento puoi contattarmi al numero 339.4012023 oppure inviarmi una email all’indirizzo valentinacalzi@libero.it

Dott.ssa Valentina Calzi, Psicologa clinica e Psicoterapeuta a Milano con specializzazione in Analisi Bioenergetica, conseguita presso S.I.A.B., affiliata all’International Institute for Bioenergetic Analysis (I.I.B.A.) di New York, fondata da Alexander Lowen.

Tel. 339.4012023 – Email: valentinacalzi@libero.it

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