Cos’è l’autostima e come influisce nella nostra vita

8 Ago 2021 | Blog

L’autostima è un concetto soggettivo che riguarda la valutazione che ogni individuo da di sé stesso in base al grado di fiducia che ha nel proprio valore, nelle proprie capacità e nella propria importanza. Può essere sintetizzata nel rapporto tra come siamo e come vorremmo essere, nell’idea che ognuno ha di sé.

L’autostima, che nasce dal confronto tra il sé e il mondo circostante, comprende la soddisfazione di sé, la consapevolezza interiore del proprio valore e la fiducia nello svolgere un determinato compito. Tutto ciò consente di non mettere in discussione la propria importanza e di assumersi le responsabilità verso sé stessi e gli altri.

L’autostima dipende sia da fattori interni, ossia dalla visione soggettiva che l’individuo ha di sé stesso e della realtà, sia da fattori esterni, come i successi ottenuti e le informazioni ricevute dalle persone che lo circondano. In questi ultimi anni i soggetti sempre più spesso tendono a demandare la loro felicità ad un risultato esterno, in cui tutto non dipende da loro (circostanze favorevoli/avverse), per arrivare al successo, alla ricchezza, alla carriera; ciò può essere considerato come un surrogato dell’autostima.

È importante ricordare che la propria autostima determina il modo in cui la persona si comporta e le scelte che effettua.

L’autostima è un fattore dinamico che evolve nel tempo e subisce variazioni nel corso della vita; non si nasce con la giusta autostima, ma questa va curata, coltivata e alimentata durante il corso della vita. È importante fin da piccoli stare bene con sé stessi e sviluppare una buona autostima, in quanto questa crea le fondamenta sulle quali costruire la propria vita permettendo ai bambini di fare esperienze nuove senza l’eccessivo timore di sbagliare, di fare amicizie e di affrontare i problemi che incontreranno durante il loro cammino.

I bambini piccoli accrescono la loro autostima attraverso ciò che si rendono conto di saper fare e attraverso l’opinione che i genitori hanno di loro.

Le figure genitoriali hanno un ruolo importante in relazione al contributo che possono dare per aumentare l’autostima del proprio figlio. È importante che questi per primi abbiano una buona autostima, che lo facciano sentire amato, che gli offrano del tempo, sorrisi, abbracci, che gli dimostrino di essere contenti di com’è, che lo coinvolgano nelle attività all’interno e all’esterno della famiglia, spesso facendosi aiutare in compiti dove i figli sono più bravi.

È fondamentale festeggiare ogni traguardo che il bambino raggiunge dimostrando che i genitori hanno fiducia in lui e nelle sue capacità. Continui messaggi di critica/disapprovazione, l’ignorare, il mostrare disinteresse, il fare paragoni, l’attribuirgli etichette negative, il minacciare di cacciarlo sono segnali che contribuiscono a distruggere l’autostima del proprio figlio.

Secondo William James l’autostima è il rapporto tra il Sé percepito, che è dato dalle conoscenze e percezioni che ognuno ha di sé stesso, e il Sé ideale, che è l’immagine che il soggetto vorrebbe essere, le qualità che vorrebbe possedere. L’ampiezza della discrepanza tra come l’individuo si vede e come vorrebbe essere è un segno di quanto si è soddisfatti di sé stessi.

L’autostima può essere distinta in due polarità principali:

Bassa autostima: l’individuo si arrende al fatto che non riuscirà mai a diventare ciò che vorrebbe essere, concretizzando la sua paura in certezza. Questi soggetti smettono di lottare per migliorarsi, si sentono ansiosi e preoccupati prima di ogni prova, vedono ogni compito come una minaccia per la loro autostima, occasioni in cui rischiano di dimostrare di non essere capaci, non hanno assolutamente fiducia nelle loro capacità. Anche se raggiungono un iniziale risultato positivo, entrano nel panico e si arrendono, tendono ad impegnarsi poco.

Alta autostima: in ogni attività queste persone appaiono sicure, sono convinte di avere buone probabilità di successo, spesso hanno alle spalle precedenti traguardi che alimentano le loro aspettative positive. Le prove difficili risultano stimolanti per superare i precedenti risultati.

Esiste anche l’autostima ipertrofica. Chi la possiede si mostra eccessivamente sicuro di sé, orgoglioso, presuntuoso e testardo. Inoltre, è incapace di valutare il passato e gli errori commessi per trarne insegnamento.

Una sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri, è caratterizzata da una profonda conoscenza di sé stessi, aiuta a mantenere i punti di forza e a migliorare le debolezze, promuove obiettivi stimolanti, ma non eccessivi, spinge al confronto con sé stessi e gli altri. Si manifesta nella capacità di percepirsi e rapportarsi a sé in modo realistico, positivo, nell’essere in grado di ammettere che c’è qualcosa che non va quando gli avvenimenti lo richiedono.

Questi soggetti sanno come valorizzare le proprie abilità e sono in grado di tenere sotto controllo i difetti e le parti del carattere meno amate.

La prima cosa da fare per migliorare l’autostima è lavorare sulle proprie percezioni. È fondamentale imparare a conoscersi analizzando il proprio mondo interno, focalizzando l’attenzione non solo sugli aspetti negativi, ma soprattutto su quelli positivi, non porsi traguardi troppo lontani e difficili da raggiungere, non attribuirsi tutta la colpa di un insuccesso riconducendolo alla propria incapacità, non valutarsi in maniera troppo rigida.

È importante che la persona tenga a mente che il proprio valore è indipendente da ciò che gli altri pensano e che ogni soggetto non è più o meno importante di un altro individuo. Spesso durante la vita esperienze, critiche dei genitori o di chi ci sta vicino può far sorgere in noi difficoltà sulla percezione dei nostri pregi e delle nostre qualità.

A volte diamo la colpa a noi stessi se i rapporti amorosi non vanno, per far funzionare la coppia e mettere in atto un vero cambiamento è importante essere veramente consapevoli del proprio valore e delle proprie potenzialità.

Molte persone hanno difficoltà di autostima e questo può influire su diversi ambiti, ad esempio nella famiglia, all’interno della coppia, sui figli, in ambito lavorativo e sociale.

Se senti delle difficoltà non esitare a contattarmi, le tue insicurezze si possono trasformare in tuoi punti di forza, un piano personalizzato ti permetterà di risolvere i problemi di autostima e tutto ciò si rifletterà in positivo nei diversi ambiti della tua vita.

Oltre ai colloqui verbali, esercizi pratici ti permetteranno di conoscerti nel profondo e di contattare già dai primi colloqui le tue risorse interiori che ti aiuteranno ad avere una visione di te e dei tuoi traguardi vera e obiettiva. Tutto cambierà in meglio e ti sentirai più forte, perché avrai fiducia di te stesso/a.

 

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Dott.ssa Valentina Calzi, Psicologa clinica e Psicoterapeuta a Milano con specializzazione in Analisi Bioenergetica, conseguita presso S.I.A.B., affiliata all’International Institute for Bioenergetic Analysis (I.I.B.A.) di New York, fondata da Alexander Lowen.

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